La postura è anche l’espressione visiva dello stato di salute

La postura, con i suoi adattamenti, è l’espressione anche visiva dello stato di salute di una persona e di come si colloca nel suo spazio vitale.

Per scoprire l’origine di adattamenti e compensi si ha bisogno seguire un iter valutativo e osservazione precisi.  Il primo passo è una corretta e precisa anamnesi.

L’anamnesi è la storia clinica e personale del cliente e come tale è il primo approccio per comprendere meglio la sua richiesta di aiuto.

Procederemo pertanto con una serie di domande necessarie a comprendere la causa che potrebbe aver generato il motivo del consulto. Da non trascurare domande di una eventuale storia chirurgica, farmacologica e/o traumatica. Di solito, nella narrazione dei problemi, si potrebbero evidenziare traumi emotivi, che toccano la parte più intima e profonda del cliente, non sempre espressi in modo esplicito.

Ai miei allievi consiglio sempre tanta prudenza.

Per la raccolta dei dati consiglio di predisporre un questionario.

La valutazione del cliente prosegue con l’osservare in movimento e in statica. La qualità dei suoi movimenti è espressione del sistema muscolo scheletrico e può indirizzare verso problemi funzionali, a volte connessi a traumi fisici. Potremmo trovare posture alterate da problemi emozionali. Esempio: una persona timida, la riconosciamo proprio dal suo atteggiamento posturale in chiusura, capo basso, colonna vertebrale flessa, sguardo al suolo. All’opposto una persona altezzosa, prepotente, si presenterà con la colonna vertebrale diritta, petto in fuori, sguardo di sfida. Queste 2 posture che sono emozionalmente agli antipodi, nel tempo potrebbero sviluppare tensioni o patologie specifiche. Da tener presente che una tensione muscolare, anche di origine emozionale, o una limitazione di un’articolazione, nel tempo, possono generare dolori articolari e condizionare tutta la postura. Le articolazioni stesse in certi contesti sono espressione di disagi emotivi.

La parte più impegnativa è rendere oggettiva l’osservazione e la qualità dei movimenti. Per questo ci vengono in aiuto alcuni strumenti già ben conosciuti in posturologia: Analizzatore posturale/Verticale di Barré, studio di immagini fotografiche, analisi del biotipo, dai quali si possono ricavare incontrovertibili valutazioni anche numeriche che ci consentiranno di fare il confronto tra prima e dopo il trattamento del riequilibrio posturale quantico.

Durante il corso avremo modo di comprendere più nel dettaglio gli aspetti ed i metodi utilizzati per una valutazione oggettiva.

Sergio Pecoraro

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